Lucio in the Sky 

 

 

Le lettere dei compagni

 

                              

Sono stato un allievo discreto e, credo, diligente di Magri. Oggi sono distrutto:  è morto un pezzo di me. Fino alla fine, nel 1984, sono stato tra gli animatori della più grande sede romana prima de il Manifesto e poi del PdUP: quella di POMPONAZZI. Vorrei perciò riportare il pianto e i ricordi  delle decine di compagni e compagne che in queste ore si stanno raccogliendo sulla rete (in particolare sul nostro gruppo di FB).

Eravamo, quasi tutti, "magriani" esagerati nei tanti, tormentati dibattiti che attraversammo. Ma quella passione per la discussione e poi per il decidere, a costo della solitudine, è stato l'insegnamento più potente e persistente di Lucio Magri. Molti di noi gli sono stati vicini, sempre, tutti da lui e dalla squadra meravigliosa che fu il manifesto (Luigi, Rossana, Luciana,Valentino,  Eliseo) mutuarono la prassi in un collettivo conviviale ed impararono un comunismo libero. E' morto per troppo amore il mio maestro di politica. Grazie Lucio.

Roberto Donini 

 

 

Ripensando a Lucio Magri ripenso all'"exitus illustrium virorum", a Seneca, allo Stoicismo. In silenzio. 

Aldo Bacchiocchi 

 

Cari compagni, Lucio Magri non è il primo comunista e non sarà l'ultimo a scegliere di morire quando da lui stabilito; e certamente non sarà l'ultimo. Prima di lui, cito a memoria solo a modo di esempi, avevano fatto la stessa "scelta" Paul Lafarge con la moglie, figlia di Marx e Vladimir Majakovskij. 

Mi si conceda a riguardo una digressione, proprio in riferimento alla sua - di Lucio - opera testamentaria 'Il sarto di Ulm". Il Comunisnmo è - diceva il vecchio di Treviri - 'Il movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti'. Il Comunista non è il movimento reale, ma colui che attratto dal movimento storico del movimento reale se ne fa interprete. Non si è rivoluzionari perchè si fa la rivoluzione, ma perchè si crede in essa, cioè nella transitorietà di un sistema sociale barbaro come il moderno capitalismo. 

Ora, il peso di una situazioner sociale complessivamente difficile può fiaccare e portare alla disperazione e perciò alla sfiducia anche un testardo combattente. Non va perciò catalogata come una scelta, perchè l'individuo non sceglie, ancor meno di morire anzitempo, viene a essere ucciso dal sistema sociale che lui ha inteso per tutta la vita - a modo suo - combattere. A maggior ragione va rafforzato l'impegno a resistere, accanto a chi è obbligato - per fattori oggettivi determinati - a far parte del Movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti.

Michele Castaldo, Roma

 

Lucio Magri, una delle più raffinate e passionali intelligenze della storia politica della sinistra italiana ci ha lasciati. Mi sono formato dal lontano 1971 coi fondatori del Manifesto, poi tutto il PdUP, la mozione (2) Ingrao...... 

Ho attinto da Lucio Magri le sue lucide e complesse analisi politiche di fase e di prospettiva, dal suo rigore socio-etico e socio-civico e in diverse amichevoli occasioni il suo humour conciso e raffinato. Ci diceva: "Siamo usciti dal partito comunista, ma rimanendo, a differenza di  tutti i fuoriusciti, comunisti  e organizzati". Notando anche qualche screzio del suo carattere, concordo col suo amico Notarianni."Lucio portava con se grandissime qualità ma era carente di sentimenti ntermedi".

Massimo Serafini mi raccontava, specialmente nel periodo delle divergenze con Rossanda, che dovendo "sopportare" le caratteriali "fermezze" di Lucio verso le posizioni di Rossana, scherzosamente Massimo gli infilava un ritrattino di Breznev nel cassetto della sua scrivania.

Approfittando delle mie annuali partecipazioni al festival del Cinema di Torino e venuto a conoscenza che sua figlia Jessica dirigeva e dirige l'Istituto Goethe del territorio di Torino e Piemonte, di mia sponte e con la complicità di Luciana Castellina, qualche anno fa ho voluto conoscerla. Lunedì mattina mi sono recato in piazza S. Carlo a salutare Jessica con annessi  piadine e scuacquerone made in  Romagna. La mattina dopo, sfogliando la stampa, resto affranto dalla notizia della tragica scelta di suo padre Lucio. Da tempo sapevo del suo grave stato di condizione psichica. Lo salutai un anno fa a Bologna alla presentazione-dibattito del suo ultimo libro "Il sarto di Ulm" (Jessica mi aveva invitato per la sua venuta a Torino all'Istituto Gramsci). Una lunga e interessante serata di buona politica dove Magri ha dato il meglio del suo lucido rigore analitico ad ampio raggio.

Ospite più volte a casa mia. Vari trasferimenti da e per Bologna dove in auto si intrecciavano conversazioni di vario genere, anche fuori dal crogiuolo politico, che mi riempivano piacevolmente testa  e cuore. Gli ho coordinato, qualche anno fa,  a Ravenna una serata per la promozione della Rivista del Manifesto con Giordano e Di Siena. Incrociando più volte Luciana ai vari festival del cinema gli chiedevo sempre cosa faceva Lucio.

Ho perso un maestro di vita. Pensando al mediocre magma politico dell'oggi, il suo acuto pensare e ricercare mi ha intensamente e floridicamente  segnato. Il suo ampio materiale di testi, articoli, tesi va catalogato e reso fruibile per lo studio e la senbilità socio-politica delle giovani generazioni.
A Lucio: un abbraccio, un grazie, un ciao. 

Ezio (Cicci) Randi, San Pancrazio (Ravenna) 

 

 

Grazie Lucio. Da te, da voi, da noi ho imparato molto. Con te, Luciana, Lidia ho sognato, creduto, lottato, provato entusiasmo e rabbia, sperando di poter vivere secondo ragione e passione per costruire un mondo un po' più giusto per tutti. 
Ciao compagno Magri.

Altero Frigerio 

 

 

Ricordo di Lucio. Lucio ed io eravamo compagni di banco in II media nell’anno 1944 - 45 a Bergamo, ospiti di parenti. Il padre di Lucio, pilota dell’Aeronautica era rimasto al sud,  io con mio fratello eravamo affidati ai nonni, a casa dei quali si giocava con Lucio e con lui si discuteva sulle armi segrete tedesche, io entusiasta, lui scettico. 

Era il primo della classe e considerato, dall’insegnante di lettere, molto maturo rispetto ai compagni. Ricordo il confronto sconsolante fra un suo tema e il mio. Era ricercato nel vestire (come permetteva la guerra), un gagà, con i bei capelli biondi sempre ben pettinati. Ci si vide l’ultima volta davanti ai quadri dei  risultati scolastici: ottimo, buono etc. Maggio 1945. 

Poi ebbi sue notizie aggiornate da mio cugino, il giudice Guido Galli, che lo aveva frequentato al Liceo. In seguito, diventato personaggio pubblico, appresi sue notizie, compresa questa tristissima, dai giornali.

Sandro Ajmar, Albisola Mare (SV) 

 

 

A LUCIO

Ci siamo conosciuti sulle barricate nel mondo
tu dirigente io semplice militante
a discutere con tanti altri di comunismi possibili
ho letto oggi della tua decisione
non ci trovo nulla di strano anzi
io malato di un male incurabile accetto
sapessi quante volte ho visto e auspicato la morte
meglio del dolore e meglio della disperazione
poi un attimo di razionalità
non possiamo scegliere tutti l'abbandono
qualcuno deve rimanere a gridare all'orrore
di una medicina e di un scienza che sbaglia
non fosse altro che per testimoniare
con questo percorso difficile e personale
che non c'è liberazione dal domani
mi rimangono confusi ricordi 
di compagni e amici che se ne sono andati
io adesso che sono ammalato scelgo altro 
scelgo potendolo fare la vita
per qualche anno forse per pochi secondi
continuo la lotta continuo a lottare 

Roberto 

 

 

 

Le ragioni e gli insegnamenti di un commiato. 

Nel primo numero senza numero del novembre 1999, l’editoriale non firmato che apriva “la rivista del manifesto” si chiudeva così: “La nostra ricchezza saranno perciò i lettori: che vogliamo coinvolgere in una iniziativa e in un dibattito permanente, in un lavoro comune che del resto – è essenziale per gli obiettivi che ci proponiamo, e che qui abbiamo sinteticamente riassunto. In un parola, e per tutti, uscire dall’apatia, intellettuale e politica.”

Lucio Magri, firmando invece l’editoriale dell’ultimo 56esimo numero del dicembre 2004, affermava che la “«rivista» è venuta ‘esaurendo la sua spinta propulsiva’. Per ragioni soggettive ed oggettive. È tuttora un buon prodotto – ‘interessante’ ci viene detto –, ma è inadeguata non solo rispetto alle proprie ambizioni, forse esagerate, ma rispetto alle necessità.” La necessità di uscire dall’apatia intellettuale e politica, uscita indispensabile per tornare almeno a sperare di poter inquadrare “una sinistra nuova in un mondo nuovo”, è oggi più che mai una necessità tanto impellente quanto ancora insoddisfatta, e destinata a rimanere insoddisfatta ancora a lungo, soprattutto se si spera di uscire dall’apatia ciascuno per proprio conto, ciascuno magari annaffiando di nascosto le proprie radici nell’attesa che quelle degli altri dissecchino definitivamente.

“Le ragioni di un commiato” era il titolo di quell’ultimo editoriale di Magri per la “«rivista» che aveva esaurito la sua spinta propulsiva; “le ragioni del commiato” di Magri dalla vita sono invece sue, e sono solo da rispettare. Rispetto senz’altro più facile da rendere per chi umanamente gli era lontano ed estraneo, e molto più difficile da rendere per chi gli era vicino ed amico, ma credo abbia ragione Parlato a notare che il suo suicidio non sia stato un fatto personale, ma un fatto consegnato alla riflessione pubblica, da cui trarne diversi insegnamenti.

A livello individuale credo se ne possa trarre intanto conferma che la vita nostra ci appartiene dal momento che ne veniamo consapevolmente in possesso, e dato che in questo mondo ad altri è concesso per legge e/o per volontà divina di farne l’uso che a loro dire “meglio” stabiliscono, è umanamente rivoltante che almeno altrettanto non si voglia riconoscere a chi di quella unica ed inimitabile vita risulta l’insostituibile titolare.

A livello collettivo con il suo congedo Magri ci manda a dire che il “gruppo” non può continuare a scaricare le proprie responsabilità sullo “stratega” di turno, e che la costruzione di una sinistra nuova in un mondo nuovo, capace di dare il proprio indispensabile contributo alla edificazione di una “società diversamente ricca”, o avrà il contributo di tutti, o non sarà.

Vittorio Melandri    

 

 

Cari compagni del Manifesto, sono d'accordo con Parlato che l'atto di Lucio Magri non è "un atto di rifiuto di combattimento. Tutto il contrario della passiva rassegnazione".  Vorrei allora dedicare a Magri, al compagno Magri gli ultimi versi di una delle più belle poesie di Bertolt Brecht. La poesia si intitola "A coloro che verranno" ... e gli ultimi  versi dicono:

"...Oh, noi / che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza, / noi non si potè essere gentili. / Ma voi, quando sarà venuta l'ora / che all'uomo un aiuto sia l'uomo, / pensate a noi / con indulgenza". 

In questi pochi versi è racchiusa, a mio parere, tutta la complessa e tremenda problematica di "fare il comunismo" Un abbraccio a tutti voi in questo momento di grandissima tristezza.

Remo Capone

 

 

 

Addio Lucio, ricorderò il tuo coraggio e l'umanità, il grande impegno profuso nella realizzazione di una sinistra vera, possibile e alternativa. I tuoi occhi pieni di luce spegnendosi ci hanno sottratto ogni speranza. 

Maura De Angelis 
 

 

 

Voglio essere esplicito: anche per questa tua ultima iniziativa sono totalmente d'accordo con te, compagno Magri. Nel metodo e nel merito. E scopro, anche per questo, di volerti bene e di stimarti più di quanto non avessi mai pensato. 

Sandro Morelli, Roma 

 

 

 

Ho rivisto Lucio Magri dopo anni in una libreria di San Lorenzo qualche mese fa. Abbiamo rievocato tempi ormai lontani ed ho avverito anch'io la sua amarezza e il suo sconforto per il presente ma non fino al punto di pensare che intedesse trarne conseguenze così estreme. Non mi riesce di capire la sua scelta ma la rispetto. Essa nulla toglie al dolore che provo per la sua morte, anzi lo rende più profondo e vero. 

Emilio Gabaglio 

 

 

 

Lucio Magri lascia tutti più poveri ma anche molto più ricchi. Un abbraccio enorme a tutti voi. 

Roberto Pugliese

 

 

Anche a Bolzano nel 1974/75 nacque il Pdup e i cento compagni di Bolzano erano una forte aggregazione alla quale partecipai da ragazzino, operaio edile, manovale ma tanto idealizzato. Lucio Magri venne su da Roma  e ci trasmise la sua passione politica, le sue tesi "escire dalla crisi e dal capitalismo in crisi" e tutto quanto girava attorno al Manifesto. Per me furono anni di apprendimento di quella che poi sarebbe stata la mia vita, stare dalla parte degli operai e degli ultimi (la centralità operaia e l'operaio intelettuale). 

Con la sua scelta decisa, ma forte,  Lucio Magri lascia un vuoto che spero riusciremo a coprire con l' unità della sinistra che fu sempre una sua utopia. 
Un abbraccio a tutti coloro che lo piangono. Viva Lucio Magri e viva il comunismo e la libertà.

Saluti fraterni e comunisti 

Salvatore Falcomatà, Bolzano

 

 

PER LUCIO MAGRI

Insegnami ora a volare,
a volare come te,
sopra i meschini, 
bassi orizzonti,
su maree di nebbie
dai confini insopportabili,
dove precipita la pietà
della fine e del nulla.
Insegnami ad ascoltare
i solitari estremi battiti del cuore,
a percepire l’ultimo respiro
verso il silenzio.
Insegnami a volare,
volare alto, volare contro
all’esistenza che uccide,
verso la crisalide che si dischiude 
muta e solitaria nella sua apparente morte
per far nascere
la farfalla del sogno
tuo, mio, nostro
verso l’immenso.

Rosa Torelli

 

 

Il pensiero lucido, rigoroso e coerente di Magri ha educato ben più di una generazione. E lui ne era consapevole. Anche per questo la sua terribile scomparsa genera dolore e sconcerto.

Vittorio Fabricatore

 

 

Tutti dicono, e anche noi diciamo, che è giusto rispettare la sua volontà, per non indulgere nei riti della commemorazione e non scivolare nella retorica dei ricordi edulcorati.

Ma in realtà non possiamo, non siamo capaci di farlo e non vogliamo neppure tacere di fronte alla perdita dell'uomo che ha rappresentato per un lungo periodo la bella politica, l'avventura pratica e teorica di un gruppo, a torto considerato da molti solo un pugno di intellettuali, che ha detto qualcosa di originale nella storia della sinistra italiana.

Speriamo che si troveranno il tempo giusto e i modi appropriati per parlare di Lucio, e per tornare a parlare di noi.

Sandro Bianchi, Piero Bona, Bruno Borghini, Fabio Bruschi, Giuseppe Chicchi, Otello Ciavatti, Donata De Nittis, Diego De Podestà, Daniele Leardini, Pino Ottaviani, Giampiero Piscaglia, Antonio Zavoli - Rimini

 

 

Cari compagni, mi associo al vostro dolore per la perdita del compagno Lucio Magri. 

Ricordo un suo intervento molto bello a Napoli, nei primi anni '90, agli inizi del percorso della rifondazione comunista, allorché si soffermò sui paradossi di una società che moltiplica la produzione di beni di consumo sempre meno necessari a danno dei "consumi collettivi" e dei servizi sociali, dalla sanità ai trasporti al riassetto del territorio. Più recentemente, il suo "Sarto di Ulm"  mi è parso uno dei contributi più riusciti sulla storia non solo del Pci, ma dell'intero comunismo novecentesco. Quel titolo e il fatto che avesse scelto di chiudere il volume con un documento politico, sebbene del 1987, confermano che per lui quella storia non era finita.

Alexander Hobel

 

 

Sono rimasto molto colpito dal suicidio di Lucio Magri, come credo tutti voi. Non lo avevo mai conosciuto personalmente, "il volpone argentato", perchè militavo altrove, ma avevo letto una marea delle cose che aveva scritto, e  seguito con attenzione e passione molte delle sue posizioni politiche, che pure condividevo solo a tratti. In particolare,  non condivisi affatto quanto pensò e scrisse, e conseguentemente operò, tra l'altro sull'esplodere dei movimenti di "brutti sporchi e cattivi" degli anni '77 e seguenti e, successivamente, sull'appoggio al partito della fermezza, nel corso del rapimento di Moro da parte delle BR; come ha rievocato sul Manifesto di ieri Loris Campetti, che  si trovò con Magri a fare un comizio alla Fiat, in quei giorni.

Episodi, ma scelte indicative... Il fatto è che la realtà dei movimenti, ma diciamo pure la storia, non coincideva allora - e temo anche in seguito-  con le aspettative di Lucio, con il  quadro teorico e politico, con gli stumenti personali con cui osservava e interpretava  e si collegava con il mondo... Non coincideva e via via non coincise piu'....

Da qui,  forse una rigidezza:  uno scontro tra la realtà (triste, difficile, di solitudine, con pochissima speranza ...) e un "io" (certamente molto dilatato) che non la capisce e accetta per quello che è.  E l' Io ha preferito andarsene.  

Provo grande compassione per Lucio, come persona, per il suo dolore personale, per  la terribile esperienza della morte della moglie, per l'agonia della sua scelta.  Ma anche  il dolore che ha (inconsapevolmente ?) contribuito a diffondere. La sua morte lascia un'eredità pesante. Non basta pensare, prima,  alle pompe funebri...
Mi viene da dire, molto sommessamente, che spero molto di riuscire, nel corso della mia vita, ad accettare con pazienza e coraggio la realtà, quand'anche divenisse "brutta sporca e cattiva"... 

Alberto Poli 

 

 

Ciao Lucio, maestro fino in fondo. 

E'stato bello essere giovane quando c'eri tu.

Fausto Gentili

 

 

Un saluto a Magri, che credeva nel Comunismo, con i versi del poeta Hikmet:  "le stelle esistono, benché i ciechi non le vedano".
Grazie Lucio

Luciano

 

 

Ho conosciuto Lucio Magri per sbaglio, in coda dal medico della Camera, una decina di mesi fa. Non sapevo chi fosse (mi rivelò la sua identità una collega dopo che ci salutammo), ma quegli occhi azzurri e lo sguardo che esprimevano furono una calamita irresistibile. E così cominciammo a parlare. Era seduto su questo davanzale di marmo gelido, sul quale - nonostante i 78 anni - si era issato come un fuscello. Mi disse che era lì per fare il controllo medico annuale, ma che si sentiva in perfetta forma, nonostante le trenta Marlboro al giorno che fumava da decenni. Poi mi raccontò di essere stato deputato per vent'anni, ma che nel 1994 aveva rifiutato la ricandidatura perché aveva avvertito la decadenza della sinistra e della classe politica più in generale. Dopo pochi minuti di chiaccherata, salutò e se ne andò, scomparve così come era comparso. Fu un incontro fuori dallo spazio e dal tempo, di cui conservo un delizioso ricordo.

Alessio Festa, Roma

 

 

Ho trascorso molti anni militando prima nel Manifesto e poi nel Pdup, la mia prima tessera del Manifesto è del 1972 (non avevo ancora 18 anni). In quegli anni, grazie anche alla collaborazione seppure saltuaria col giornale, ho avuto modo di conoscere il “mitico” gruppo dirigente nazionale: Rossana Rossanda ovvero l’egemonia della cultura, Luigi Pintor con la sua intelligente ironia, Valentino Parlato con la sua grande umanità e via via tutti gli altri.

Di Lucio Magri ricordo la sua immensa capacità d’analisi politica unita ad un grande fascino personale; una volta, in un convegno che tenemmo alla scuola sindacale Cgil di Ariccia, sono stato compagno di stanza di Lucio Magri e, in quelle poche notti trascorse insieme, ho scoperto una persona di una sensibilità umana straordinaria.

E forse è stata proprio questa sua sensibilità a marcarlo così profondamente quando alle nostre sconfitte politiche si sono aggiunte le proprie tragedie personali.

Ciao Lucio, mi mancherai e sono convinto che la tua partenza sia una grande perdita per la sinistra italiana, quella sinistra che già allora tu volevi e tentavi di costruire come non residuale e capace di cambiare veramente il mondo.

A quelli che rimangono, come me ed altri, resta il sapore amaro delle nostre sconfitte unito all’immenso dolore per la tua perdita; ci resta solo la speranza di credere che un nuovo mondo sia ancora possibile. Ciao ancora Lucio, ciao!

Carmine Esposito 

 

 

La drammatica morte di Lucio Magri conclude drammaticamente una vita vissuta nella coerenza, nella consapevolezza di vivere un'esperienza politica collettiva, purtroppo conclusa. Anche chi, come me, ha vissuto diversi percorsi politici (Lotta continua, DP) ha sempre avuto in lui un importante riferimento. Era ammirevole il suo rispetto per i compagni con i quali interloquiva; ricordo un dibattito pubblico a Ravenna, durante il quale confrontammo le nostre opinioni. Al termine, mi raggiunse per assicurarsi che io avessi ben compreso il suo pensiero. Ha concluso la sua vita insieme alla fine di una storia della sinistra destinata forse a rinascere, ma non a tornare com'era. Il dolore e' grande per tutti i vecchi lettori del Manifesto.

Vincenzo Fuschini, Faenza

 

 

DUE "CANZONETTE" PER LUCIO MAGRI (E PER NOI)

Il tono degli occhi

direi scherzando
una nuvola i capelli
in the sky
perchè sky s'impara
più che nei cieli
la parola non finisce
***
aspettare la morte
leggendo Tolstoj
deciderlo in nome
della debolezza
tradurre la sorte
in tenerezza
basta un aiuto
buongiorno a voi

T.M. (RE)

 

 

Appreso triste notizia della perdita compagno Magri, con il quale ho condiviso dieci intensi anni della mia storia politica, dal 1970 al 1980, radiato con il gruppo storico nazionale, però io a livello territoriale a Napoli. avendo fatto parte del comitato centrale del PDUP, quindi conosciutolo personalmente ho potuto rendermi conto del suo valore politico e intellettuale oltre che del suo coraggio nelle scelte fatte. avendo solo voi come riferimento, porgo a voi l'espressione del mio profondo dispiacere per tale perdita, pur nel massimo rispetto per la drammatica scelta. 

Pregandovi di trasmettere a tutte le persone a lui care questo mio sentimento. fraterni saluti 

Ferdinando Razzi

 

 

 

In  ricordo di Lucio e della sua compagna Mara, ricordando la sua continua e convinta dedizione politica a Bergamo e nel partito da lui fondato, Antonia  con il proprio compagno Gianfranco Gervasoni, cofondatore con lire100 della vostra cooperativa, ricordando "gli amici di don Silvio" Ceribelli negli ultimi anni di militanza in area cattolica, con Carlo Leidi, Beppe Chiarante, Silvio Garattini ecc.e tutti quelli che ci hanno preceduti o seguiti nell'unica Luce eterna.

Antonia Fustinoni

 

 

Ero giovanissima negli anni settanta quando facevo politica per cambiare il mondo e Lucio Magri, come Luigi Pintor, Rossana Rossanda, Valentino Parlato, Luciana Castellina erano per me, come per altri giovanissimi (e anche di altre età), molto importanti per capire la società, il mondo e per capire come agire per cambiarlo. Poi non ho più fatto politica (riflusso?).

Oggi che non sono più giovane, che la società è andata in tutt'altra direzione da quello che avevamo sperato in tanti, ecco, la morte di Lucio Magri mi colpisce profondamente e mi addolora. La prima cosa che ho pensato quando ho saputo della sua morte è stata: se io, che non lo avevo conosciuto personalmente, avessi saputo che aveva deciso di morire, gli avrei chiesto di non andarsene, di restare ancora.

Spero che gli altri, la Rossanda, Parlato e la Castellina stiano bene e vivano a lungo

Mara

 

 

La mia è una testimonianza di donna semplice. Addio, Lucio, ti ricordavo come nella foto in prima pagina, ma non ti ho conosciuto di persona, come invece Rossana Rossanda quando abitava in via Lepanto al Lido di Venezia negli anni Venti e frequentavamo la scuola "Gabelli". Tu, Lucio, sei entrato nelle case degli Italiani e noi abbiamo condiviso le tue idee e i tuoi progetti, ad esempio quelli sul divorzio, ancora prima della Legge. Con mio marito nella "Sala degli Specchi" a Venezia andavamo ad ascoltare le opinioni dei fratelli Pajetta e di Pietro Ingrao (l'ex partigiano Nullo) e conservavamo i numeri più significativi de il manifesto. Molte persone, fra cui il nostro Presidente della Repubblica, si sono espresse con commozione e comprensione, come leggevo ieri sul tuo quotidiano. E penso che la tua scelta estrema non fosse dovuta solo alla depressione in seguito alla perdita della tua compagna, ma anche alla pessima politica degli ultimi anni, che non era certo quella cui ti eri dedicato da sempre con ammirevole impegno. Ora noi continuons le combat per un cambiamento effettivo e proficuo in cui crediamo 

Nulla Dazzi, Padova

 

 

Con dolore e tristezza, ho appreso la notizia della morte del compagno  Lucio Magri. Le modalità della sua morte mi hanno ancor più addolorato e sconvolto. Non lo conoscevo, ma spesso leggevo i suoi articoli, sempre intelligenti e penetranti.  Sono un ex studente dell'Università Statale di Milano, già militante della sinistra rivoluzionaria ed ex occupante della casa occupata di via Moncalvo, a Milano. Appartengo alla generazione ribelle del '77, e tale sono rimasto. Ci ha lasciato un uomo che è stato sempre coerente con le sue ideee, che ha dato un grande contributo alla costruzione di una vera sinistra antogonista in Italia, e che abbiamo sempre ammirato. Salvo per quest'ultimo episodio della sua vita.

Avv. Marcello Ritondo 

 

 

Ieri sono tornata a casa e i miei figli mi hanno detto: hai visto? è morto De Seta. Poi è morto anche questo Lucio Magri: lo conoscevi? Sì lo conoscevo, militante da giovanissima mi ricordo quelli che erano allora i modi di essere di molti in quel mondo: la vanità della "bella analisi", la immodesta convinzione di essere piazzati al centro del fiume della storia, a interpretarne il corso, la vacuità oracolare di certi nessi (filosofia tedesca e proletariato), anche il compiacersi assieme di cultura, strenuo impegno, vita elegante. Tutto finito, e non trasmesso ai figli, nessun rimpianto. Ma ecco Lucio Magri che fieramente se ne va, e regala la sua vita a una donna amata: c'era anche grandezza. Con affetto 

Violante Bigi

 

 

La Società Operaia di Mutuo Soccorso d'ambo i sessi "Edmondo De Amicis", di Torino, che ha da tempo iniziato un percorso di "approfondimento divulgativo" sulla dignità del fine vita, lo ricorderà con letture pubbliche, anche in occasione delle proprie iniziative, di brani del/dal suo "Sarto di Ulm" e lo ricorderò davvero volentieri, perché è importante non dimenticare!

Giorgio Viarengo presidente SOMS De Amicis di Torino

 

 

La triste notizia della scomparsa di Lucio Magri ha richiamato alla mia memoria gli anni lontani che lo videro svolgere un ruolo di rilievo nella vita politica e parlamentare italiana dando prova del suo talento e del suo spirito indipendente. Essendo stato anch’io testimone di quel suo impegno e partecipe di quelle stagioni,  desidero associarmi con sincera partecipazione al cordoglio che si è espresso nel ricordo della sua figura.

Giorgio Napolitano

 

 

Scrivo a voi per esprimervi quanto sono colpito e addolorato per la morte di Lucio Magri. Siamo stati per tantissimi anni - sin da quando, per una breve stagione, da ragazzo, simpatizzai per il manifesto- militanti della sinistra, molto vicini e al tempo stesso lontani per le scelte politiche diverse in passaggi cruciali della nostra storia. Ma quello che mi ha sempre colpito in Lucio è stato il fatto che, sia pure nella radicalità delle sue scelte, non ha mai rinunciato a misurarsi con il realismo della politica. Anzi, non ha mai smesso di alimentare la passione politica, intesa come analisi delle forze in campo e capacità di misurare i passi avanti possibili, anche nelle condizioni più difficili. Rispetto la sua scelta, perché, conoscendolo, capisco che egli abbia valutato che per lui non c'era davvero altro da fare. Sono vicino ai suoi cari, ai suoi compagni, al manifesto.

Massimo D'Alema

 

 

Lucio Magri ci ha lasciato. Se ne va una delle intelligenze più vivaci e straordinarie della storia del movimento comunista italiano. Una storia che nessuno potrà cancellare e di cui Lucio ci ha parlato nel suo splendido "Il sarto di Ulm". Ha voluto morire da vivo. Grazie Lucio. 

Andreina Albano

 


Con Lucio Magri se ne va una delle personalità più intelligenti e acute della sinistra italiana. Grande è sempre stata la sua attenzione ai movimenti, in particolare a quelli contro la guerra. Lo ricordiamo appassionato partecipante alla grande manifestazione di Roma, che trent'anni fa segnò la nascita del nuovo pacifismo italiano. Ci lascia, col suo ultimo libro Il sarto di Ulm una straordinaria testimonianza di un'epoca che ha segnato in modo indelebile questo Paese. 
Ciao Lucio.

L'Arci non ti dimenticherà.

 


PER TUTINO E MAGRI. Ieri Saverio/per infermità e vecchiezza/non certo mentale/oggi Lucio/per meditata scelta/di spezzare/la nebbia densa dei giorni/uguali senza futuro/non più rischiarati/dalla sua presenza./Così giovani/i nostri vecchi/che fino a ieri/hanno dato senso/alla storia nostra/vituperata/o solo azzittita/s'incamminano/uno dopo l'altro/per il sentiero/dell'utopia disincarnata/e perciò perfetta./Incedono/con passo leggero/con l'eleganza ch'era/già annuncio/del pane e le rose/sereni loro/in fondo appagati/noi sgomenti/e ancora più incerti/lungo il traforo/che non vede luce.  

Annamaria Rivera

 

 


Esprimo profondissimo dolore per la terribile scomparsa del compagno Lucio Magri. La sua è la vita di un comunista libero e rigoroso dedicata al movimento operaio e alle lotte per il lavoro. Una vita dedicata alla costruzione di un'altra società, un non arrendersi mai, fino alle estreme conseguenze, al dominio delle banalità del pensiero unico. Ci mancherà il compagno Lucio Magri, ci mancheranno il suo rigore primo di tutto, la sua ricerca continua, la sua battaglia intransigente. I metalmeccanici e la Fiom perdono un compagno e un amico, e così pure tutte e tutti coloro che continuano a lottare per una società diversa. E che, con Lucio, pensano ancora all'apologo brechtiano Il sarto di Ulm che ispirò l'ultimo libro di Lucio. Ti sia leggera la terra accanto alla tua cara compagna, caro Lucio ti salutiamo con tutto il nostro dolore.

Giorgio Cremaschi, Presidente Comitato centrale Fiom

 


Partecipo al lutto dei compagni e degli amici per la scomparsa di Lucio Magri, compagno coerente e intelligente, militante della sinistra italiana. Il suo contributo critico è stato sempre limpido e costante. Ricordo in questa occasione anche la stima e la considerazione reciproca che lo legava con Riccardo Lombardi. Certamente lascia in tutti il ricordo di una vita posta all'impegno dell'aspirazione ad una società radicalmente diversa da quella che ci vorrebbero imporre i rapporti di forza vigenti nel mondo contemporaneo. 

Valdo Spini 

 

 

Lucio Magri non è più tra noi. Ha deciso volontariamente di porre fine alla sua esistenza e noi lo salutiamo, felici di aver potuto condividere con lui i giorni passati sopra questa terra. Ciao Lucio.

Paolo Ferrero

 

 

Caro Valentino, la morte cercata di Lucio è certamente un grande dolore per quanti l'hanno conosciuto. Ma è al di là di tante inutili prediche - un suo diritto, un diritto inalienabile della persona di fare della propria esistenza quello che vuole, quello che decide. Avendone fatto l'esperienza con altri cari, penso che il suicidio non è mai 'per' o 'contro' qualcosa o qualcuno. Il suicidio è un guscio che esplode. È quando i (brutti) pensieri di sé non ci stanno più dentro. Quando non c'è più spazio. Ti prego di trasmettere il mio fraterno abbraccio a Rossana e agli altri compagni.

Mathias Deichmann

 

 

Ci ha lasciati Lucio Magri, e il modo con cui ha scelto di farlo testimonia ancora una volta tutto il suo coraggio e tutta la sua lucidità. Nella sua scelta vive una libertà straordinaria, e la consapevolezza che il senso di vertigine può determinare la rottura dell'equilibrio e del limite che separano la vita dalla morte. Di fronte a questo, alla grandezza tragica dei nostri destini, non possiamo che restare muti. Ed è forse solo la scelta consapevole della morte a restituire libertà a ciò che per sua natura è irrevocabile tanto quanto insondabile. Magri in questi ultimi anni aveva lavorato ad un libro e due anni fa lo aveva pubblicato. Già nel titolo, "Il sarto di Ulm", rievocava uno straordinario apologo di Brecht. Alla fine del Cinquecento un sarto della città di Ulm, convinto di poter volare, costruisce un marchingegno molto rudimentale e tenta la sorte, presentandosi dal vescovo in cima alla grande cattedrale. La prova fallisce e il sarto muore schiantato a terra ma l'uomo, alcuni secoli dopo, imparò a volare. Sicuramente malgrado questo tentativo. Forse, in parte, anche attraverso e per tramite di questo errore. Per Magri questa scena è l'allegoria di un sogno, di un progetto e di una lotta chiamata comunismo. 

E allora, proprio perché il dolore della morte ci rende afoni, l'unico modo per omaggiare Lucio è confrontarsi con la sua vita e con quel sogno, che equivale a confrontarsi con i tentativi falliti e gli errori della nostra storia.

Simone Oggioni www.reblab.it 

 


Mai avrei pensato finisse così. Tu hai deciso e noi dobbiamo accettare, ma che fatica. Ciao Lucio, grazie del rigore, della bella testa e della bella faccia. Fai buon viaggio. Vorremmo poterti assicurare che quando tornerai troverai in un pianeta migliore, siamo in tanti a non smettere di darci da fare per costruirlo.

Silvia Palombi

 


Ci uniamo alla commozione del colletivo del manifesto e di tutta la sinistra per la scomparsa del compagno Lucio Magri. Senza la sua testimonianza molta della nostra storia  politica non ci sarebbe neppure mai stata. Nel suo ricordo, un motivo in più per l'impegno a far vivere il nostro giornale.

Il Circolo "Amiche e amici del manifesto" di Ravenna 

 


Ospite in una casa di contadini, ad un tratto Lucio si allontanò. Su quel masso nel torrente Penelo a lungo si sedette a pensare. Così i compagni della Lunigiana amano ricordarlo.

Luigi, Alberto, Ughetta, Elisabetta 

 

 

Per noi che siamo cresciuti nel manifesto Lucio Magri era parte di un'esperienza straordinaria: Pintor il genio giornalistico, Rossanda l'ardimento intellettuale, Parlato la vis polemica, Castellina la grande inviata, Magri lo stratega politico. Avendolo vissuto così, come il timoniere, sicuro di sè e sempre lucido, il modo disperato della sua morte mi suscita dolore e infinita tenerezza. Non voglio discuterlo ma portarlo dentro di me, come una ferita, una domanda irrisolta, sui suoi e nostri fallimenti.

Carmine Fotia

 

 

Un grande abbraccio carico di amore e sofferenza a un compagno di una vita.

Mario Agostinelli, Claudio Mezzanzanica

 

 

È dal 1969 che camminiamo insieme, dal manifesto rivista con tutti i rispettivi passaggi. Ci sei mancato ultimamente, speravamo in un tuo ritorno, ma non così. Riposa in pace. Ciao ti porteremo un fiore a Recanati. 

Gli amici del manifesto di Voltana

 

 

Siamo costernati dalla notizia. Non possiamo dire che ci ha sorpreso. Conoscevamo le intenzioni di Lucio, così come le conoscevano i suoi amici più vicini. Però, per quanto attesa, la notizia ci ha colpito profondamente. Magri lascia come testamento politico il suo libro "Il sarto di Ulm". Credeva, come crediamo noi, che si tratti di un libro fondamentale per capire il secolo passato. Aspettava con ansia le successive traduzioni  in spagnolo e inglese. Sapevamo che una volta portato a termine questo impegno sarebbe venuto il suo addio definitivo. Ci sentiamo molto onorati di essere stati i suoi editori in Spagna e gli saremo eternamente grati di questa scelta. 

Hasta siempe amigo, onoreremo il tuo lascito.

Editoriale «El viejo topo» Barcellona, (Catalogna, Spagna)



La notizia della morte di Lucio Magri ci lascia profondamente costernati, non solo per la perdita inestimabile ma anche perché avevamo la speranza di invitarlo in Brasile nel 2012, quando uscirà l'edizione in portoghese del suo libro Il sarto di Ulm che ci aveva autorizzato a pubblicare in Brasile. Speriamo di onorare la fiducia che ci ha dato e mantenere vivo il suo lascito.

Ivana Jinkings Editorial Boitempo, San Paolo (Brasile)



Ci ha lasciati Lucio Magri. Il mio primo segretario, quando a vent'anni aderii al Pdup, il partito con la gambetta corta, la sigla anomala come il nostro esperimento. Si infiammava, parlava di cose grandi come non pensavo avremmo potuto raggiungere, ma almeno lui ce le descriveva. Erano gli anni del Vietnam, del 1 maggio 1975, primo maggio di festa e titoli rossi sul manifesto, gli anni della distanza grande ma piccola dal Pci, che non si è mai colmata. Gli anni del primato della politica sull'economia, che vorrei tanto tornasse in tempi in cui diventiamo tutti responsabili, e di conseguenza corresponsabili. Mi hai insegnato tante cose, nei duelli fra titani con Capanna, nei quali ho imparato la sofferenza di non saper scegliere, che mi accompagna tutt'ora. Ciao, segretario col fiocchetto (il papillon), come diceva sempre mio fratello. Con te non saremo mai soli.

Marcello Pesarini



Per me vecchio sostenitore e abbonato de il manifesto la morte di Lucio Magri è la perdita di un pezzo della mia storia. Ho conosciuto Lucio quando veniva a Verona a fare iniziative e riunioni con noi del gruppo del manifesto nei primi anni '70 ed ho avuto anche il piacere di ospitarlo a casa mia. È stato un maestro di politica e di vita anche nella sua ultima scelta. Un abbraccio a tutte/i e in particolare a Valentino.

Roberto Leone



Era un uomo intelligente, ma se ci si limita a questo, Lucio non avrebbe fatto questa scelta. Ciò dimostra come la sofferenza possa sopraffare l'intelligenza. Non è stata la sua vita un fallimento, ma è stata una fragilità la sua scelta.

Carlo Fresu, Cagliari
 


«Il vostro trentesimo secolo/sorvolerò/lo sciame d'inezie/che dilaniano il cuore/»... Ritorneremo «nei tempi remoti/del comunismo»... Addio Lucio.

Pino Sfara, Marina di Gioiosa J. (Rc)



Mi unisco alla commozione del collettivo de il manifesto per la morte di Lucio Magri. Ricordiamolo, facendo vivere il giornale.

Daniele Leardini, Rimini



Ricordo quando, a 15 anni, vendevo il manifesto a Roggiano Gravina (CS). Alcuni miei amici e compagni, quando parlavano di lui o della Rossanda o di Luciana Castellina, li chiamavano con il nome: «la posizione di Lucio... quello che dice Rossana..Luciana...», a me  non riusciva di chiamarli per nome e li citavo con i cognomi. La figura di Lucio Magri contrasta con Penati, squallido braccio destro di Bersani che non si era accorto che il suo capo della segreteria facesse tutto ciò che ha fatto; contrasta con un'Italia che dà quasi un terzo dei voti a chi fa feste porno; contrasta con Vendola che scrive il suo nome sulla lista di partito; contrasta con chi spera in un'alleanza con Fini, dimenticando il passato di Fini; contrasta con Veltroni, che scrive libri sulla tragedia del piccolo Alfredino; contrasta con Fassino e la sua banca, con D'Alema e tantissimi altri; contrasta con l'Italia di oggi in modo stridente. 

Un caro saluto a tutti voi del manifesto e un ciao a Lucio Magri che apparteneva ad un'Italia onesta, pulita, intellettualmente aperta al futuro e ai cambiamenti sociali verso una società più giusta e più civile.

Renzo Palermo



Desidero esprimere il più profondo e sincero dolore per la scomparsa di Lucio Magri.

Elio Cavina, Conselice (Ra)



Con profondo cordoglio apprendiamo della scomparsa del compagno Lucio Magri, grande intellettuale e dirigente comunista, fondatore de «il manifesto». Vogliamo ricordare la sua lunga militanza politica nella città di Bergamo come dirigente della federazione del Pci. La sua morte lascia un vuoto in tutta la sinistra. 

Ciao Lucio!

Federazione Prc Bergamo



L'alfabeto della politica e la relativa passione li ho appresi attraverso la lettura dei fatti salienti operata da figure che hanno rappresentato un mio costante punto di riferimento a far tempo dal momento in cui, da "studente medio" privo di chiavi di lettura, assistevo agli avvenimenti un po' in disparte. Di tale fondamentale lezione, vieppiù indispensabile in una fase di ancora maggiore difficoltà intepretativa rispetto all'epoca della mia (nostra) gioventù, sono e sarò sempre grato ai compagni Luigi Pintor, Lucio Magri e Rossana Rossanda. Che la terra ti sia lieve, Lucio.

Riccardo Camano



La scomparsa di Lucio ci ha colpiti nel profondo. Con lui e con tutti i compagni del gruppo del «manifesto» abbiamo camminato insieme sin dall'inizio di questa magnifica avventura. Lucio è stato un compagno d'eccezione e resterà nel nostro cuore. Oggi siamo molto, molto tristi. 

Ciao Lucio.

Carlo e Giovanna Alberganti, Verbania



Un'infinita tristezza. Una grande fortuna, nella vita, averlo incontrato,lui e compagni di quella levatura intellettuale, che ci hanno aiutato a riscoprire il comunismo, a prenderci in carico "il mondo grande e terribile". Per me un decennio di avventura politica, 1969-79, intensa, totalizzante, tanto formativa (della mia maturità) ed entusiasmante quanto, a tratti, travagliata. La sensazione di percorrere sentieri inesplorati, al limite delle nostre possibilità. L'ultima volta che ebbi modo di parlargli, nel 2000, credo, mi disse, con una venatura di malinconia: «Noi vecchi abbiamo già dato». Oggi posso leggere in quelle parole, quasi una premonizione, l'amara constatazione di una sconfitta, anche personale. Se mi è consentita, in questo momento di dolore, una precisazione, una correzione circa il profilo biografico pubblicato, debbo ricordare che tutto il gruppo storico del manifesto (meno Aldo Natoli) concorse a promuovere nel 1974 il Partito di unità proletaria per il comunismo, tant'è che il quotidiano per alcuni anni portò come testatina non più "quotidiano comunista", ma "unità proletaria per il comunismo" (e Vittorio Foa fu co-direttore). Le rotture e le divisioni vennero dopo. 

Addio, caro Lucio!

Giacomo Casarino



Caro segretario, un ultimo grandissimo abbraccio. È stato un onore poterti seguire nelle tante battaglie politiche. 

Franco Bassi

 

 

Ill dolore della solitudine può essere talmente atroce da svuotare di senso e speranza ogni cosa. Non mi affretto a liquidare la tragica decisione di Magri come "causata dalla malattia della depressione": esistono anche dolori coi quali non tutti possiamo scendere a patti. La sua vicenda politica per me è stata fra le molte che hanno caratterizzato la storia italiana, senza rappresentare un vero e proprio punto di riferimento. La conclusione della sua vicenda umana lascia invece interrogativi e riflessioni che mi accompagneranno molto più a lungo. 

Ciao compagno. 

Sara 

 

 

Cari amici e compagni, la notizia della morte di Lucio Magri è davvero molto triste e mi lascia costernato. Ho conosciuto Lucio a Roma insieme ad altri compagni del «manifesto» e poi l'ho rivisto in Messico, in occasione di una serie di conferenze che facemmo all'Unam, l'Università autonoma, insieme a Rossana Rossanda e Fernando Claudìn. È una perdita che sentiamo tutti e tutti cercheremo di onorare la sua memoria.

Anibal Quijano, Lima (Perù)



La morte di Lucio mi ha lasciato tristissimo. La sua auto-biografia è un'opera notevole e mi rallegra il fatto che sarà pubblicata anche in portoghese. Ho avuto e ho per lui un rispetto e un'ammirazione enormi. È morto prendendo una decisione difficile, come ha sempre fatto. Onoriamo la sua memoria continuando a lottare.

Boaventura de Sousa Santos, Coimbra (Portogallo) 

 

Caro Valentino, cara Rossana, ho appreso stamani della scomparsa di Lucio e sento il bisogno di parlarvi, sebbene la distanza me lo impedisca. Parlarvi, così come si fa con i congiunti in un momento di lutto che coinvolge chi viene prima e chi viene dopo. Ho conosciuto Lucio per telefono, all'indomani della fondazione della "Rivista del manifesto". Avevo appena cominciato a collaborare alle pagine culturali del quotidiano e mi parve una cosa enorme che - come mi disse Galapagos - «Magri ti legge con attenzione e vuole che collabori alla rivista». Ci siamo sentiti spesso, in quegli anni, e anche visti: una volta nella sua bella casa di piazza del Grillo, in un pomeriggio primaverile assolato, a chiacchierare di capitalismo e stato, poi in occasione della riunione che segnò il congedo della rivista dai suoi lettori e collaboratori. Lo ascoltavo così come lo leggevo: con l'attenzione critica che si deve a chi non solo ha vissuto, ma ha anche concorso a fare la storia di una parte importante della sinistra di questo Paese. Ma anche e soprattutto con la gratitudine per aver voluto che di quella storia - sia pure in piccolissima misura - facessi parte anche io. È la stessa attenzione critica e la stessa gratitudine che sento per voi, che immagino adesso colpiti in uno degli affetti più cari. E che mi induce a stringermi a voi in un rispettoso e affettuoso abbraccio.

Luigi Cavallaro



Cari amici e compagni, mi unisco al vostro dolore per la scomparsa di Lucio Magri. Negli anni lontani dell'autunno caldo e delle grandi lotte operaie, abbiamo avuto diverse occasioni di incontro e anche di iniziative comuni, spinti dalla speranza che da quel movimento potesse nascere una realtà politica nuova. Non è stato così e per chi, come Lucio, vi ha partecipato con convinzione è rimasta la testimonianza dei principi e la coerenza ad una battaglia che dovrà essere continuata. La sua scelta personale lascia un po' attoniti, perché preferiremmo che fosse rimasto tra noi. Per me, cristiano, penso non solo al giusto rispetto della volontà personale, ma anche che Dio non guarda al come si muore, ma a come si è vissuto e la vita di Lucio rappresenta un grande e nobile esempio di dedizione alla causa di una società più giusta per tutti.

Sandro Antoniazzi

 

 

Ragiono da credente, in continuità con i ragionamenti di una volta con Lucio; infatti quante volte negli anni '70, quando ebbi con lui frequentazione politica, parlammo, in assemblee e individualmente, di questioni tipo fede, coscienza individuale e collettiva, alienazione religiosa, Chiesa-Stato ecc...! Che dire ? Le reazioni "cattoliche" significative sono state principalmente due : l'editoriale di Marina Corradi sull'Avvenire del 30 novembre, triste e deprimente, predicatorio contro l'eutanasia, poco caritatevole, e quello di Vito Mancuso su Repubblica del primo dicembre che chiede rispetto, silenzio, dice che nella Bibbia non c'è mai una condanna esplicita del suicidio e ricorda le parole di Gesù: "non giudicate" (Matteo 7,1). Sono d'accordo con Mancuso. L'intransigenza etica che ha portato Lucio all'estremo non la capisco, non la condivido, solo quella gli era rimasta del suo complesso modo di fare politica, con tante analisi, tante strategie e anche tante tattiche (ma che differenza da tanti omuncoli presenti ora da protagonisti sulla scena politica!). Io, da credente,credo che anche per Lucio ci debba essere, dopo la morte, un futuro, di serenità, e, magari, di gioia e di felicità. Che bello! Anche di questo possiamo parlare.

Vittorio Bellavite, Milano



Caro Valentino, ho conosciuto Lucio Magri, gli ho parlato una sola volta. Eravamo a Bari, alla Pignata, la notte in cui usciva il n.1. Mi chiese con un sorriso avvolto in una nuvola di Gitanes: «secondo te quante ne vendiamo?». «Quante ne tirate?» risposi. 25.000, disse. La mia risposta fu: le venderete tutte. Rilanciò: «vuoi scommettere che ne vendiamo il doppio?» Scommettiamo una cena. Vinse lui. Credo che ne vendeste più di 100.000. Non ho mai saldato il mio debito. Non l'ho mai più incontrato. Quella sera fumammo molte Caporal-Gitanes. Lui era felice, il suo sorriso era radioso. Avrei sempre voluto rivederlo. Ma la vita corre rapida. Mi dispiace una sola cosa: la burocrazia, la Svizzera, la casa blu, i pettegolezzi che saremo costretti a leggere. Aveva anche lui diritto al suo letto, ai suoi amici, alla sua casa. Come nelle invasioni barbariche in quel bellissimo film.

Bene, ho letto la tua intervista a R. di oggi. Tutto giusto, perfetto. Anche la tua insistenza sugli ottant'anni. Anch'io ne ho 80. E per giunta una moglie che si chiama Mara. Con la quale vivo da quasi cinquanta. E so cosa vuol dire. Non sono poche le notti in cui si vorrebbe spegnere la luce. Per sempre. Ma ogni mattina è un altro giorno. Se inventassero un sistema facile come spegnere la luce potremmo contare molte migliaia di decessi ogni notte. Speriamo che non ci sia l'elettricista capace di inventarlo. Come diceva un amico della nostra gioventù: «non permetterò a nessuno di dire che ottantanni sono il miglior momento della nostra vita». Un saluto e un ricordo affettuoso.

Antonio Mallardi, Bari

 

 

IN MEMORIA DI LUCIO MAGRI E MARIO MONICELLI

Dalla vita si è staccato,
per convinzione ammalato,
male ormai entrato nel cervello;
in politica si era impegnato.
Della sinistra considerato "il bello"
da tutti verrà rammentato
per le battaglie fatte in passato,
un tratto di vita con "Castellina"
la donna energica che aveva amato.
I giornalisti Pintor e Parlato
il "Manifesto" avevan fondato
nella clinica svizzera s' è "curato"
per vincere l'ultima gara:
Lucio ha preferito la bara.
In Recanati accanto sua moglie Mara
senza fronzoli e ritornelli;
stesso gesto di Mario Monicelli.
Le mie idee tanto distanti
inchiniamoci per questi giganti
per le forze d'animo drammatiche dimostrate;
intercedano in cielo angeli e beati.
Riposino in pace con le mogli.
parleranno, films, scritti
ai posteri in eredità lasciati

Santino Adamo Loddo

 

 

Il Manifesto settimanale e poi quotidiano accompagna la mia vita dagli anni settanta, l’ultimo periodo in cui è sembrato possibile costruire in Italia un’alternativa storica alla società del Capitale.

Abbonato nel 1971, vi ho letto, vi ho seguito, vi ho lasciato, vi ho ripreso e mi avete fatto arrabbiare in più di un’occasione. Quante volte avete già sentito un commento simile?
Il giornale ha saputo, in tempi di riflusso, di decadenza, di obnubilamento delle coscienze, rimettere in circolo la coscienza storica ed il pensiero critico; favorendo mobilitazioni memorabili ha contribuito a fronteggiare il tentativo di liquidare la Storia e la memoria.

Lucio Magri è stato un compagno di viaggio, un comunista ed anche se il suo percorso  all’interno della sinistra extraparlamentare, come si diceva un tempo, non è stato il mio, gli voglio rendere omaggio con affetto pur non avendolo mai conosciuto. La sua scelta mi ha colpito ed addolorato, suscitando empatia e rispetto. Non mi interessa dialogare con chi si è permesso di criticare tale scelta da più tribune ma di esprimere alcune considerazioni sull’articolo di Marco Travaglio, pubblicato in parallelo con quello di Paolo Flores d’Arcais.

Leggo Travaglio ed il Fatto e sostengo anche questa impresa editoriale, tuttavia il taglio dell’articolo mi ha ferito, irritato. A tratti mi è sembrato derisorio quando Travaglio descrive Magri come un comunista sconfitto, depresso, borghese, che organizza la festicciola tramite la cameriera sudamericana. Che disprezzo! Trovo invece questo addio un modo dolce per lasciarsi, una camera di compensazione a distanza. L’articolo poi prosegue addentrandosi nei meandri del penale, della deontologia professionale, adducendo argomentazioni complesse che mi confermano quanto si sia ancora lontani dall’affermazione di decisioni che riguardano esclusivamente l’individuo e che verso le quali nessuno deve “metterci il becco” per decenza. Allora, da un altro sconfitto, ma mai domo, un saluto a voi della Redazione: resistete!

Onore al compagno Lucio Magri.

Eriberto Mazzotti, insegnante

 

 

 


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